IV-XII secolo


IV-V secolo d.C.

Esiste una prima Basilica paleocristiana, o Chiesa madre, probabilmente situata a ridosso delle mura romane della città, ove attualmente si trova il sagrato dell’odierna Cattedrale. Quasi certamente la Basilica era stata costruita dove esisteva una precedente costruzione pagana, forse una domus dove si svolgeva il primitivo culto clandestino. Si presume che questa Basilica fosse frequentata da una comunità cristiana gerarchicamente organizzata; potrebbe confermarlo la pavimentazione a mosaico con elementi compositivi alludenti a simboli della cristianità, qui individuata nel 1940 e scavata nel 1955, e alcune fonti che ricordano il primo Vescovo di Parma che la storia tramanda, Urbanus, vissuto proprio in quel periodo.


860 ca.

La Chiesa madre, intorno all’anno 860, viene edificata a non molta distanza dalla prima Chiesa paleocristiana, su parte dell’area attualmente occupata dal Seminario Maggiore, per opera del primo Vescovo-conte, Guibodo. La Chiesa era dedicata a Santa Maria Vergine madre di Dio e nell’890 veniva nominata Domum.
La Chiesa era racchiusa a Nord e a Est da mura lambite dal Canale Maggiore e verso la civitas da ulteriori opere fortificate. In tale cinta si aprivano due porte: la Benedetta che si collegava con la civitas e la Sant’Ercolano che si apriva verso il pratum regium (Prato Regio). A Sud della Cattedrale si trovava il Palazzo Vescovile, ad Ovest invece ilcanonicale claustrum (Canonica Capitolare) con la torre degli Oldicioni, mentre il sagrato si estendeva pressappoco dove ora si innalza il Battistero con l’edificio dell’anagrafe dei battezzati. Del periodo permangono ancora oggi sotto altre forme, l’Oratorio di Sant’Agata, divenuto in seguito fra il 1555 ed il 1573, una cappella dell’odierna Cattedrale, e la Cattedrale del tempo ridotta in seguito a Chiesa interna del Seminario Maggiore.


1074

Il Vescovo-conte Cadalo, dopo l’incendio che nel 1055 o 1058 aveva distrutto la Chiesa madre, ricostruisce una nuova Cattedrale, a croce latina, proprio dove si trova ora, che verrà ultimata nel 1074. Cadalo, divenuto antipapa nel 1061 con il nome di onorio II, era dotato di un raro gusto per l’arte maturato nei lunghi viaggi e attraverso i suoi legami con l’impero e volle mostrare i segni della propria potenza edificando e arricchendo la Cattedrale. La Chiesa veniva eretta nel foro di Sant’Ercolano, dirimpetto al nuovo Palazzo Vescovile (1072), su un terreno liberato dalle probabili rovine della precedente Chiesa paleocristiana. Nei pressi del braccio destro del transetto della Cattedrale, si trovava, all’esterno, l’Oratorio di Sant’Agata col portico o chiostro detto Paradisum, collegato alla casa del Capitolo dei Canonici.


1106

Tra XI e XII secolo le lotte per le investiture fra Papato e Impero per la designazione dei Vescovi-conti e per l’autonomia della Chiesa si inaspriscono, registrando forti contrasti tra il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV. La città di Parma, legata al partito imperiale, dopo la cacciata di Bernado degli Uberti, inviato del Papa, per timore dell’esercito di Matilde di Canossa, implora il perdono di Papa Pasquale II al concilio di Guastalla e chiede come Vescovo proprio il Vicario papale Bernardo. Papa Pasquale II nell’autunno del 1106 si reca a Parma, al seguito della Contessa Matilde di Canossa, per consacrare la Cattedrale di Parma alla presenza del Vescovo Bernardo degli Uberti.


1117

Un violento terremoto colpisce l’intera regione provocando numerosi danni anche alle Pievi del Parmense e agli edifici delle città limitrofe, come si apprende da varie cronache. Non sono noti però i danni inferti alla Cattedrale di Parma.


XII secolo, primi decenni

Viene costituita la Fabbriceria, l’organismo che, dall’episcopato di Bernardo degli Uberti, si occupa dell’amministrazione e della manutenzione della Cattedrale e del Battistero, compiti che saranno delineati nel 1929 nei “Patti Lateranensi” e definiti con un Regio Decreto del 1935.
I primi fabbriceri di cui si conosca il nome sono ricordati dall’epigrafe incisa nel 1281 sull’architrave del portale maggiore della Cattedrale: Guido, Nicola, Bernardino e Benvenuto.


1160-1180

Viene rifatto il soffitto della Cattedrale con volte a crociera in sostituzione della primitiva copertura a capriate.


1178

Nel 1178, sotto la guida del Vescovo Bernardo II, la Cattedrale viene interessata da una nuova campagna di lavori, che vede un geniale protagonista nella figura di Benedetto Antelami, ricordato per il pontile o il pulpito sulla fronte del transetto, e per le tre tavole di cui doveva essere decorato, delle quali è giunta intatta ai nostri giorni solo quella della Deposizione. Del pontile o pulpito rimangono tutti e quattro i leoni che sorreggevano le colonne, oggi al Museo Diocesano d’Arte Sacra, la citata lastra della Deposizione e una lastra frammentaria conservata alla Galleria Nazionale di Parma insieme ai capitelli figurati collocati originariamente al termine delle colonne.


1180

Costruzione del transetto poliabsidato della Cattedrale con tre absidi orientali e due al termine dei bracci. Le tre absidi orientali o almeno il loro ornato, se non tutto il materiale murario, sono il recupero dalla triabsidata fabbrica basilicale del 1106, che terminava senza alcuna espansione di transetto oltre fiancata. Le altre due absidi di fronte-transetto, specie quella meridionale, erano al confronto quasi del tutto disadorne.


XII secolo, fine

Costruzione dell arca in marmo rosso di Verona, contenente i resti di alcuni martiri, oggi utilizzata come sostegno dell’altar maggiore I lati lunghi dell’arca-reliquiario sono suddivisi in tre zone da paraste scolpite a zig-zag: su quello Ovest, rivolto ai fedeli, si trova la raffigurazione di sei apostoli disposti a coppie, mentre su quello Est, rivolto all’abside, troviamo quattro figure di apostoli ed il riquadro del martirio per decapitazione dei santi Abdon e Sennen. Nei fianchi dell’altare, si scorge a Nord un Cristo benedicente in mandorla, circondato dai quattro simboli degli Evangelisti; mentre a Sud i santi Abdon e Sennen fra due leoni e quattro orsi che spuntano con le loro fauci minacciose da ogni angolo lasciato libero dalla composizione.


1196-1216

Benedetto Antelami progetta e dirige la costruzione del Battistero della Cattedrale, un monumento simbolico, dedicato a Giovanni Battista, che richiama nella sua struttura esterna la forma ottagonale del fonte battesimale e rimanda all’ottavo giorno: il giorno senza tramonto nella pace di Dio.
In Battistero si amministra il Battesimo per immersione utilizzando la grande vasca ottagonale, che racchiude al suo interno un’altra vasca a forma di quadrifoglio, che allude alla croce, dove prendevano posto i celebranti.
Prima della sua costruzione, il Battesimo si svolgeva in Cattedrale, dove si doveva trovare un fonte battesimale, da alcuni identificato con la vasca piccola sorretta da un leone ora collocata nel settimo nicchione del Battistero.