XV secolo


XV secolo

Tra il 1411 ed il 1489 le pareti delle navate laterali, negli spazi tra i pilastri, vengono sfondate per dare accesso a cinque cappelle gotiche per lato, erette dalle maggiori famiglie della città o da pii consorzi.
Le cappelle sono enumerate nel 1578 durante la prima Visita pastorale dopo il Concilio di Trento effettuata dal Vescovo di Rimini, Giovanni Battista Castelli.


1423-1426

Viene edificata la cappella della famiglia Valeri, quinta della navata a Nord, affrescata da Bartolino de’ Grossi che, assieme ad un collaboratore, dipinge gli episodi della vita di Sant’Andrea, San Cristoforo e in parte quelli di Santa Caterina.


Prima del 1427

La bottega di Bartolino de’Grossi realizza gli affreschi della cappella Ravacaldi, a cui si accede dalla cripta, con episodi della vita di Maria Vergine.


1450

La bottega di Bartolino de’ Grossi affresca gli episodi della vita di San Sebastiano e San Fabiano nella cappella del Comune della navata a Sud.


1469-1473

Cristoforo e Lorenzo Canozi da Lendinara realizzano i quaranta stalli intagliati del coro, pregevole opera lignea arricchita dalle figure di volti, oggetti e architetture che decorano gli intarsi dei postergali.


1486-88

Alberto di Moffeolo da Carrara crea il ciborio, collocato in fondo al coro, al di sopra della cattedra vescovile. È in marmo bianco scolpito e dorato, decorato con statue, bassorlievi ed ornamenti. La struttura si presenta suddivisa in due sezioni laterali e una più ampia al centro con il simulacro di Cristo sovrastato da un timpano con due angeli reggi festoni. Sempre nella parte centrale si trova un Cristo appoggiato al dorso della croce, con tre cherubini, ed il Tabernacolo affiancato da due angeli genuflessi.


1488-1491

Cristoforo da Lendinara esegue l’arredo ligneo della Sagrestia dei Consorziali, terminato da Luchino Bianchino. Nei dorsali, nell’armadio e nel bancone sono finemente realizzate ad intarsio vedute prospettiche cittadine che si alternano ad oggetti musicali e liturgici.


1494

Viene scolpita in legno da Luchino Bianchino la porta centrale della Cattedrale, iniziata nel 1493 e terminata nel 1494, come risulta dall’iscrizione ben conservata che si legge sopra le imposte. La porta centrale non vanta storie scolpite, ma soltanto rosoni inquadrati da cornici decorate, ed alcuni ornati con chiodi sporgenti a forma di pigna. Della stessa mano sono anche le due porte laterali nella facciata della Cattedrale e le due nei fianchi.


1496

Alessandro Araldi dipinge La Madonna con il bambino, San Giuseppe e committente (da identificarsi forse con il Vescovo Domenico da Imola) in un affresco sul pilone interno posto presso la porta minore della facciata, accanto alla cappella dei Consorziali.


1496

Francesco Monti dipinge il quadro sulla visitazione della Vergineper la cappella del Consorzio dei Vivi e dei Morti della navata a Nord. L’opera è ora conservata in Galleria Nazionale.


1499

Cristoforo Caselli dipinge la Madonna con il Bambino in trono, i Santi Ilario e Giovanni Battista, angeli musici e cantori per la cappella del Consorzio dei Vivi e dei Morti della navata a Nord.


Fine XV-inizio XVI

Cristoforo Caselli realizza il dipinto dedicato alla Visitazione di Maria Vergine ad Elisabetta, conservata nella cappella Bernieri (prima a destra entrando).