XVI secolo


1505-1506

Cristoforo Caselli affresca il catino della cappella della Madonna della Neve. Dipinge, con ornamenti d’arabeschi coloriti, il busto di Dio su fondo oro, ad imitazone dei mosaici veneziani.


1507

Gian Francesco D’Agrate realizza la tomba del canonico Bartolomeo Montini e Cristoforo Caselli dipinge il Cristo morto sorretto da Angeli nella parte sommitale. La cappella ospitava il dipinto di Giovan Battista Cima da Conegliano raffigurante la Madonna in trono col Bambino e Santi conservato ora presso la Galleria Nazionale e commissionato nel 1505 dal canonico Montini.


1511

Antonio Ferrari d’Agrate esegue i due piccoli amboni in marmo bianco, l’uno a settentrione l’altro a mezzogiorno, affissi ai due piloni sotto la cupola e volti verso il presbiterio.


1516

Alessandro Araldi realizza la pala per la cappella Centoni raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Antonio Abate e Paolo. Nella figura inginocchiata viene riconosciuto Ludovico Centoni, committente del dipinto.


1519

Alessandro Araldi dipinge il quadro lo sposalizio di Maria e San Giuseppe, commissionato dalla Congregazione di San Giuseppe per la cappella della Madonna delle Grazie della cripta della Cattedrale.


1526-1530

Antonio Allegri detto Il Correggio realizza l’affresco della cupola, ricostruita nelle forme attuali, su probabile disegno del Correggio stesso, dall’architetto Giorgio da Erba.
Disposti tra un oculo e l’altro, intorno al vano della cupola, sono raffigurati gli apostoli appoggiati ad una balaustra ottagonale, sopra la quale si trovano dei fanciulli che bruciano incenso per il funerale della Vergine. Volgendo lo sguardo verso il centro della cupola assistiamo all’Assunzione della Vergine, ormai giunta ai limiti del Paradiso, quasi spinta da una moltitudine di angeli, Santi e figure appartenenti al Vecchio Testamento. Al centro delle nubi celesti l’Arcangelo Gabriele, o Cristo, aspetta Maria per segnare il suo volo verso il cielo.
Sotto al vano della cupola si trovano pennacchi affrescati con i quattro protettori di Parma: San Bernardo, Sant’Ilario, San Giuseppe, da molti indicato come San Tommaso e San Giovanni Evangelista, mentre negli estremi inferiori dei sottarchi, si trovano sei figure giovanili affrescate in chiaroscuro, che portano festoni semplici e sottili da appendere al tempio per festeggiare la grande solennità dell’Assunzione.


1526

Michelangelo Anselmi dipinge il quadro l’Apparizione di Sant’Agnese alla famiglia ora in Galleria Nazionale, per la cappella di Santa Agnese nella cripta della Cattedrale, e la Vergine col Bambino e i Santi Sebastiano, Rocco, Ilario e Biagio per la cappella del Comune della navata Sud.


1527

Francesco Maria Rondani affresca i fatti della Passione di Gesù e scene monocrome della vita di Sant’Antonio Abate nella Cappella Centoni della navata Sud.


1538-1544

Gerolamo Bedoli Mazzola affresca il catino del Santuario con Cristo giudice circondato dalle gerarchie celesti e il soffitto del Santuario, una volta a crociera con quattro vele cordonate.


1544

Gerolamo Bedoli Mazzola progetta il sepolcro per San Bernardo degli Uberti, realizzato da Prospeto Spani, nella cappella omonima della cripta. Le sculture sono in marmo bianco di Carrara, come il bassorilievo del XVIII secolo in cui si vede il santo Vescovo in atto di accogliere gli ossequi del suo popolo.


1548

Michelangelo Anselmi dipinge la volta della crociera del transetto a Sud. Guastatai a causa dell’umidità, verrà rifatta da Antonio Bresciani nel 1768, coadiuvato da Gaetano Ghidetti riproducendo il disegno originale.


1555

Matteo Fabi detto Tamburino esegue il coro della cripta, composto da 31 stalli.


1555-1557

Dall’aprile 1555 al giugno 1557 Gerolamo Bedoli Mazzola affresca i 1200 metri quadrati della volta della navata centrale, che comprende le quattordici lunette con le figure dei profeti, le sette crociere corrispondenti cordonate a quattro vele e il catino del Santuario affrescato col Giudizio Universale, per un compenso di 350 scudi d’oro.


1557-1562

Progetto e realizzazione ad opera di Gerolamo Bedoli Mazzola della cassa dell’organo della Cattedrale. L’organo è addossato alla parete dell’ultimo matroneo, inserito nella settima campata sulla sinistra. È intagliato da Marco Genesio Callegari e dorato nelle varie parti da Giovanni Maria Varani, mentre l’esecuzione della parte meccanica è affidata alla bottega degli Antegnani di Brescia. Negli stessi anni il pittore Gerolamo Mazzola Bedoli realizzò anche quattro portelle d’organo, a ornamento della parte inferiore dello strumento, raffiguranti due giovanette e due musici che suonano, ora conservate in Galleria Nazionale.


1560

Ercole Procaccini realizza quattro tele di grandi dimensioni con funzione di portelle d’organo. Re Davide e Santa Cecilia (parete destra e sinistra del coro), un guerriero e un imperatore romano (braccio destro e sinistro del transetto).


1560-1562

Pomponio Allegri, figlio del Correggio, affresca il catino della cappella di San Paolo (già San Michele) con Mosè sul monte Sinai in atto di ricevere le tavole della legge.


1566

Gerolamo Bedoli Mazzola costruisce la grande scalea di diciassette gradini di marmo rosso veronese, da fiancata a fiancata, eliminando la recinzione presbiterale. Sul residuo parapetto di pontile, invece, sono innestate le figure in bronzo degli evangelisti, fuse nel 1508 da Filippo da Gonzate, ora passate ad ornamento dello splendido ciborio marmoreo nel golfo dell’abside maggiore.


1566-1574

Bernardino Gatti detto il Sojaro dipinge il quadro del Crocifisso con la Maddalena, Sant’Agata, San Bernardo degli Uberti ed un angelo, per la cappella di Sant’Agata del transetto inferiore meridionale.


1567-1571

Il pittore bresciano Lattanzio Gambara, dipinge le campate della navata centrale. Nelle lunette sono raffigurati personaggi biblici; nel registro sopra i matronei sono affrescati episodi della vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Resurrezione; nel registro inferiore si trovano invece figure di profeti e un riquadro monocromo dell’Antico Testamento.


1570-1574

Orazio Samacchini dipinge la volta della crociera a Nord, il catino della cappella di San Fermo con Mosè e il serpente di bronzo e il catino della cappella dell’Assunta con Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe. Tutte e tre le opere si trovano nel transetto superiore sinistro.


1571-1573


1571-1574

Alessandro Bedoli Mazzola, figlio di Gerolamo, dipinge con putti e fiori le volte delle due navate minori composte ciascuna da sei campate con volte cordonate a quattro vele.


1572-1573

Giacomo Zanguidi, detto il Bertoja, e Girolamo Bedoli Mazzola dipingono la Natività di Cristo con l’adorazione dei Magi nella vetratacinquecentesca del rosone.


1574 ca.

Alessandro Bedoli Mazzola dipinge la Visitazione sul pilone interno posto sopra la porta minore di sinistra della facciata. Le scene dell’incontro e dell’abbraccio sono dominate da un tondo con un profeta. L’affresco è sovrastato da un soffitto a crociera con quattro vele cordonate da lui stesso affrescato con l’aiuto di Paolo Bui.


1589-1591

Giambattista Tinti dipinge il quadro con l’Assunzione della Vergine, nella cappella dell’Assunta del transetto superiore sinistro.