I restauri della Cattedrale

un viaggio di 25 anni


Inizia nel 1981 il lungo cammino dei restauri in vista del IX centenario della nostra Cattedrale: 25 anni per arrivare al 2006 con la Basilica e la piazza completamente restaurate.

Nel 1981, dopo numerose ricerche in ambito nazionale ed internazionale, veniva realizzato, con il sostegno dell’Unione Parmense degli Industriali, l’impianto termico della Cattedrale a scambiatori di calore, con un sistema praticamente mutuato dalle antiche stufe romane. Fino a quel momento la Cattedrale era inagibile in inverno e l’umidità che si accumulava contribuiva a danneggiare le pietre e agli affreschi. Parallelamente veniva realizzato un impianto termico, semplice ma funzionale anche per la Cripta.

Nel 1983 l’altare originario, liberato dalle sovrastrutture settecentesche, veniva collocato al centro del presbiterio con il rifacimento di tutta la pavimentazione circostante. In quest’occasione sul retro di alcune lastre della pavimentazione, vennero alla luce frammenti di sculture antelamiche – oggi visibili presso il Museo Diocesano d’Arte Sacra – appartenenti con ogni probabilità al pulpito atterrato intorno alla metà del Cinquecento dal Mazzola Bedoli per dare spazio all’attuale scalinata.

Nel 1983 Parma subiva una forte scossa sismica, che colpiva anche la Cattedrale provocando soprattutto la sconnessione della volta centrale. La perizia dei danni aveva particolare rilievo tra le 224 relative a tutto il territorio diocesano. Con i fondi messi a disposizione della legge per il ripristino, venivano completamente rifatte le coperture, sostituiti i serramenti esterni e consolidata la volta centrale. Il restauro degli affreschi riguardava gli apparati decorativi del Mazzola-Bedoli spingendosi fino alla volta del catino absidale.

Con un fondo speciale, legato al completamento artistico dei lavori finanziati dalla legge del terremoto, la Soprintendenza ai Beni Architettonici provvedeva al restauro di tutto il paramento esterno dell’abside e dei sostegni della Cupola, mentre la Soprintendenza ai Beni Artistici avviava il recupero dei pregevoli affreschi quattrocenteschi delle cappelle Ravacaldi e Rusconi nella Cripta e della Cappella Valeri nella navata sinistra.

Durante la campagna successiva al sisma del 1983 veniva posto in funzione un sistema di monitoraggio del microclima della Cattedrale e dei movimenti statici del monumento, esteso poi alla Cripta e al Campanile, tutt’ora gestito dalla Fabbriceria in stretta collaborazione con l’Università di Parma.

Sull’onda di questi lavori nel 1986 la Diocesi, grazie al sostegno della Parmalat, poteva avviare il restauro dell’importante ciclo di affreschi di Lattanzio Gambara nella navata centrale. Gli interventi interessavano progressivamente anche le navate laterali, i due transetti e le cappelle dei Consorziali e di Sant’Agata: una campagna di lavori imponente che ha praticamente riportato all’originario splendore tutto il paramento affrescato e lapideo dell’aula centrale.

Un interbento di restauro particolarmente significativo e di lunga durata ha riguardato l’Organo Serassi e il relativo ornamentum in legno disegnato nel Cinquecento dal Mazzola Bedoli.

Il restauro dell’Organo, che era stato inizialmente assunto dalla Banca Emiliana, in seguito alla sua incorporazione, venne proseguito dalla Cassa di Risparmio, ed infine dalla Fondazione Cariparma, mentre il restauro della Cassa lignea veniva completato grazie al sostegno dell’Impresa Paolo Pizzarotti. Sia l’Organo che la Cassa lignea erano stati smontati (ma fortunatamente collocati nelle soffitte) nel 1940 per lasciare posto nell’abside ad un grande Organo romantico, rimasto irrealizzato a causa gli eventi bellici. Durante i lavori di restauro vennero chiusi i due vani ricavati nell’abside per accogliere due sezioni dell’organo romantico (Grande Organo e Organo espressivo).

Vennero anche ripristinati i locali destinati alla Fabbriceria e all’Archivio Capitolare, con il sostegno dell’Impresa Concari.

Due interventi impegnativi venivano eseguiti nel corso degli anni Novanta dalla Fabbriceria con il sostegno della Diocesi: il restauro e consolidamento della parte terminale del campanile con le balaustre in marmo ormai consunte e l’Angelo (l’Angiolén dal Dom, simbolo di Parma) posto sulla sommità della Cuspide e il rifacimento della pavimentazione in lastroni di pietra del sagrato della Cattedrale.

Non è da dimenticare nel 1997-1998 il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cariparma, del portone centrale, dei due portoncini di facciata e dei due laterali, opere lignee quattrocentesche ascrivibili a Luchino Bianchino e alla sua bottega.

Negli ultimi anni, per giungere puntuali all’appuntamento del IX centenario, sono stati avviati gli ultimi, importanti interventi sulla facciata, nella Cripta, nelle rimanenti cappelle e nel coro del presbiterio.

Il restauro del paramento lapideo della facciata, ha permesso di mettere in sicurezza diverse parti pesantemente degradate dagli agenti atmosferici e, nel contempo, ha consentito di studiare da vicino la complessa storia costruttiva dell’edificio, offrendo non poche informazioni agli studiosi.

Il restauro della Cripta – la parte più antica della Cattedrale – si è rivelato particolarmente lungo e complesso e ha interessato per quattro anni sia le parti lapidee, sia le decorazioni pittoriche, con la scoperta di affreschi databili fra il XIII e il XVII secolo, che il coro ligneo quattrocentesco, un nuovo sistema di illuminazione e l’adeguamento liturgico con la messa in opera di un nuovo altare in pietra con ambone e sede per il cellebrante.

Dopo la riapertura e la benedizione del nuovo altare, avvenuta il 20 novembre scorso, la Cripta è tornata ad essere il luogo privilegiato per le celebrazioni quotidiane, la preghiera e gli incontri di spiritualità aperti a tutta la città.

Interventi di restauro e di pulitura hanno interessato anche diverse cappelle della navata: dalla quattrocentesca Cappella del Comune (i cui lavori, sostenuti dall’Amministrazione Comunale, verranno presentati il 13 gennaio 2006, festa di Sant’Ilario), alla Cappella Centoni (ripristinata grazie al sostegno della Lampogas) alla Cappella affrescata da Sebastiano Galeotti.

Il restauro del coro ligneo quattrocentesco dell’abside centrale, sostenuto dalla Fondazione Monte, ha permesso di rileggere nella sua integrità in importante arredo liturgico e le sue straordinarie tarsie lignee.

Il 2006 vedrà invece la conclusione di due ulteriori interventi: il restauro dell’Organo meccanico della Cripta e l’adeguamento alle norme liturgiche del presbiterio, secondo il progetto dell’architetto spagnolo Jaume Bach prescelto nell’ambito di un rigoroso concorso internazionale, che prevede la realizzazione di un nuovo ambone, della Cattedra Vescovile in bronzo e di un particolare sistema di illuminazione.

Non va dimenticato che, parallelamente, anche il Battistero (interamente restaurato grazie all’impegno della Cassa di Risparmio) e il Palazzo Vescovile (apertura del Museo Diocesano d’Arte Sacra, recupero della facciata) erano interessati da importanti campagne di lavori, che hanno permesso alla Piazza del Duomo di conservare nel tempo la propria bellezza ed il proprio fascino. Tanto da spingere il Comitato nazionale per il IX centenario della Cattedrale, d’intesa con le Istituzioni pubbliche locali, a chiederne l’inserimento nell’elenco dei siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità