Cappella Valeri


Tra le cappelle che affacciano sul lato nord della Cattedrale, quella realizzata tra il 1423 e il 1426 per legato testamentario di Cristoforo Valeri, è immediatamente riconoscibile per la forma esagonale e per la raffinatezza dei decori in cotto che ne ornano l’esterno.

Cristoforo Valeri, membro importante della comunità cittadina costretto all’esilio per ragioni politiche, affida agli eredi, attraverso la realizzazione della cappella, il compito di riabilitare la sua immagine politica e sociale e di delineare il suo profilo di uomo devoto. Unendo le proprie sofferenze a quelle dei santi raffigurati egli confida, come indica il motto che ritorna nei costoloni della cappella “je attand la Dieu mersi” (“io attendo la grazia di Dio”), nella remissione dei peccati e nella salvezza dell’anima.

Sulle pareti sono raffigurate le storie, tratte dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, dei santi Cristoforo, Caterina e Andrea chiamati ad esercitare la loro protezione nei confronti dei familiari del committente che portavano i medesimi nomi. La cappella, in cui sono riconoscibili le mani di due differenti pittori, viene attribuita alla bottega di Bertolino de’Grossi, personaggio di spicco della vita artistica parmigiana del XV secolo. Titolare di un’importante bottega, fedele al linguaggio della pittura tardogotica bolognese esemplata sui modelli di Giovanni da Modena, il pittore è documentato a Parma dal 1425 al 1462.