La cattedrale Nel Duomo di Parma si incontrano 900 anni di arte, storia e sacralità. Qui sono custoditi i bassorilievi dell’Antelami, le testimonianze dell’arte romanica e i grandiosi affreschi del Correggio. Entrare in questo luogo significa vivere la fede, aprirsi all’arte e avvicinarsi ad uno dei più preziosi tesori della Città.

Il Duomo di Parma fu edificato nel 1074 dal Vescovo-Conte Guibodo a seguito del terribile incendio che distrusse la precedente basilica paleocristiana. Da allora è sempre stato simbolo della viva tradizione religiosa della città, ma anche monumentale testimonianza d’arte, che nel corso dei secoli si è arricchita di inestimabili tesori. Qui l’essenzialità della scultura romanica convive con lo sfarzo della pittura rinascimentale, dando vita ad uno dei più suggestivi luoghi di fede dell’Emilia. I TESORI DEL DUOMO Gli affreschi rinascimentali. La cupola, capolavoro di Correggio. L’Assunzione della Vergine di Correggio è una grandiosa opera prospettica, dove luce, composizione e movimento si fondono in un capolavoro di illusionismo visivo. Il ciclo affrescato di Lattanzio Gambara. Un imponente ciclo affrescato che accompagna il cammino del fedele lungo tutta la navata centrale: è il racconto dipinto della Vita di Cristo e degli episodi del Vecchio Testamento. Il Cristo in Gloria dell’abside. Affrescato da Gerolamo Mazzola Bedoli, questo affresco restituisce in immagini l’intensità del mistero eucaristico e domina dall’abside l’intera cattedrale. I capolavori della scultura. La Deposizione dell’Antelami. È la prima grande opera nota dell’Antelami, ma anche un capolavoro d’arte gotica. Faceva parte dell’ambone, luogo dal quale un tempo veniva proclamata la Parola di Dio. Il monumentale portale d’ingresso. Due grandi leoni di marmo sorvegliano l’ingresso delle Cattedrale: scolpiti nel 1281 da Giambono da Bissone sono uno dei simboli della cattedrale. L’antica cattedra medievale. È adornata da un gruppo marmoreo particolarmente denso di simbolismi, dove le scene delle Scritture si intrecciano con figure antropomorfe e vicende tratte dai racconti agiografici. I capitelli della Cattedrale. Un’enciclopedia per immagini scolpite nella pietra: così possono essere descritti gli innumerevoli capitelli medievali che si scoprono camminando per le navate della cattedrale. La cripta e le cappelle. La cripta Un fitto intrecciarsi di colonne e volticelle a crocera, che può essere paragonato ad un “giardino di pietra”. Qui sono conservate le reliquie di San Bernardo degli Uberti, patrono della Diocesi. Cappella gentilizia Rusconi È la cappella laterale di destra della cripta e conserva gli eleganti affreschi voluti dal Vescovo Giovanni Rusconi nel 1398: magnifico l’affresco votivo che domina la cappella. Cappella gentilizia Ravacaldi È l’altra cappella laterale della cripta. Qui è custodito l’affresco dell’Annunciazione e il ciclo pittorico delle storie della Vergine, testimonianze del fine gusto narrativo attribuito alla bottega di Bertolino de’ Grossi. Cappella Valeri Sulla navata di sinistra si apre questa cappella di decorazione quattrocentesca. Qui si intrecciano le mani di due diversi pittori, che affrescano le vicende tratte dalla Legenda Aurea. Cappella del Comune Vi si accede dalla navata di destra e custodisce la storia di San Sebastiano, un arioso ciclo pittorico attribuito alla bottega di Bertolino de’ Grossi e voluto dal Comune in occasione di un’epidemia di peste.